Giugno 16, 2024

Pastiche: Un Incontro Inaspettato tra De Gregori e Zalone

Il nuovo album “Pastiche” di Francesco De Gregori e Checco Zalone è un’opera che ha suscitato curiosità e discussioni. Questa strana coppia musicale ha deciso di collaborare, e il risultato è un mix sorprendente di stili e influenze.

  1. L’Inizio Inaspettato: De Gregori ha scelto direttamente Zalone come suo partner in crime, fuori dal mondo musicale. Non è la prima volta che De Gregori rielabora il suo repertorio, ma questa volta ha deciso di coinvolgere un musicista istintivo e affettuoso come Zalone. Il risultato? Un album che non ti aspetti.
  2. Il Contenuto: “Pastiche” è registrato in presa diretta, con l’aggiunta dell’orchestra e dei musicisti della band di De Gregori. Troviamo brani firmati dall’inedito duo e una serie di omaggi agli amici e colleghi con cui De Gregori ha condiviso le ultime decadi. L’album inizia con l’inedito scritto insieme, “Giusto o Sbagliato”, dove i lenti e melodici accordi di chitarra accompagnano De Gregori. Poi arrivano le gemme di “Rimmel”, come “Pezzi di Vetro” e la canzone che dà il titolo al capolavoro del 1975. De Gregori sceglie passaggi che spaziano da “Atlantide” a “Falso Movimento”, sostenuti dalla potenza testuale e dalla performance vocale, ben supportati dal pianoforte con un mood jazz. Tra le sorprese, “Pittori della Domenica” di Paolo Conte e “Putesse Essere Allero” di Pino Daniele, dove De Gregori si cimenta con la “lingua” napoletana. Continua il gioco di scambi con Antonello Venditti, presente con “Le Cose della Vita”. La romanità è ancora presente con un passaggio reso immortale da Nino Manfredi, “Storia di Pinocchio”. Composizioni composte dal solo Zalone, ma cantate insieme al cantautore romano, sono la movimentata “La Prima Repubblica” e “Alejandro”. L’album si chiude con “Buonanotte Fiorellino” e “Ciao Ciao”, presente in “Scacchi e Tarocchi”, scritta pensando alla dipartita di Luigi Tenco.
  3. Il Verdetto: Se l’accostamento tra i due appariva ai più come spiazzante e profano, il risultato di “Pastiche” è confortevole. Ci permette di riascoltare alcuni dei passaggi più significativi della musica italiana, inframezzati da innocue “intrusioni” musicali. Un serio divertissement che dimostra come la musica possa sorprendere e unire mondi apparentemente distanti.

In conclusione, “Pastiche” è un incontro inaspettato tra due artisti diversi, ma che insieme creano un’opera che merita di essere ascoltata e apprezzata per la sua originalità e audacia. 🎵

Pasticche disco

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